
Sul banco un Omega solotempo in oro 18 carati equipaggiato dal calibro di manifattura 613. L'orologio è un classico degli anni Sessanta, non risulta infatti raro imbattersi in esemplari simili. Il meccanismo è a carica manuale e possiede la funzione di datario a “rimessa rapida”. Quest'ultima risulta molto comoda, soprattutto se si utilizza l'orologio saltuariamente. Il sistema che permette questa funzione è piuttosto particolare. Per far scattare rapidamente i giorni bisogna tirare la corona nella "posizione 1". Solitamente, in questa posizione si può scorrere velocemente il datario ruotando la corona ma, nel caso specifico, è proprio lo scatto che permette il cambio del giorno. Di conseguenza, è necessario andare "avanti e indietro" con la corona per far scattare ogni singolo giorno. Per il resto, il 613 risulta un calibro abbastanza robusto ed affidabile, non è un caso che la casa elvetica lo abbia utilizzato per anni in diversi modelli e con diverse varianti di "complicazioni".
Aperto il fondello appare immediata l'assenza di un componente: la brida ferma movimento.
Si rimuove il movimento dalla cassa e si smontano sfere e quadrante.
Un dettaglio del fondello in oro con le varie incisioni.
Il quadrante nella scatolina pronto per esser messo al sicuro. Si possono poi apprezzare due dettagli dello stesso.
Il lato del quadrante con la piastra ancora in sede. Segue un dettaglio delle mollette che permettono il cambio data alla mezzanotte ed infine un altro dettaglio della leva impiantata nel tiretto che permette lo scatto rapido.
Si rimuove la piastra e possiamo apprezzare le mollette avvitate in sede.
A questo punto è possibile rimuovere il disco data per metterlo in sicurezza.
Il gioco carica classico della serie "600" di Omega.
Si capovolge il movimento e si comincia ad ispezionare il tutto.
Sul ponte del barile si può vedere il logo Omega ed il numero del calibro.
Nella parte opposta dello stesso ponte altre incisioni della Maison.
Il ponte del bilanciere con la classica racchetta di forma prodotta dalla casa di Bienne.
L'ancora in sede tenuta da due viti piuttosto rovinate. (Restauro vite)
Si procede con la rimozione della molletta del perno secondi.
Successivamente si disassembla il ponte delle ruote e si rimuove il tutto.
Il movimento è completamente smontato, si può procedere alla pulizia.
Nella fornitura del laboratorio si cerca una brida ferma movimento che sia uguale a quella originale. In seguito, come da routine, si procede alla sostituzione della molla di carica ed infine si riassembla e si lubrifica il tutto. Gli ultimissimi controlli vengono effettuati con l'ausilio del microscopio a grandi ingrandimenti. L'orologio è finalmente terminato, il movimento è nuovamente in sede così come le sfere ed il quadrante. Lo stato generale è buono come risultano buone sia la marcia che la riserva di carica.