
Sul banco un affascinante diver prodotto tra la fine degli anni Sessanta ed i primi Settanta dalla Maison Pryngeps. L'orologio nasce per resistere a grandi profondità (15 atmosfere) e risulta quindi un oggetto compatto e robusto. Sicuramente la ghiera girevole in bachelite rappresenta "la marcia in più" di questo bel segnatempo; questa risulta infatti ben conservata e perfettamente funzionante. Il quadrante nero con indici al trizio appare piuttosto rovinato a causa dello sfregamento della lancetta delle ore su di esso. All'interno della carrure troviamo un calibro automatico ETA 2472. In linea generale i movimenti prodotti dalla ditta di Grenchen non sono considerati di alta gamma ma, allo stesso tempo, risultano indiscutibilmente affidabili al polso. La revisione non ha creato particolari problemi, sono stati sostituiti alcuni componenti eccessivamente usurati e si è cercato di conservare tutto il possibile. E' stato necessario rimuovere una piccola quantità di trizio posta al di sotto della sfera ore senza che questo abbia in alcun modo intaccato la "faccia" visibile della lancetta. Tale operazione è stata indispensabile per impedire un ulteriore consumo dello smalto sul quadrante.
Iniziamo da alcuni dettagli del quadrante. Nella prima foto si può notare come la circonferenza che "segna" il quadrante corrisponde esattamante alla parte finale del trizio posto sulla lancetta delle ore. Nelle due foto successive si possono apprezzare al meglio le stampe ed il perfetto invecchiamento degli indici al trizio.
Un dettaglio del gioco sfere; interessante la scelta di aggiungere del materiale luminescente sulla punta della lancetta dei secondi per rendere anch'essa visibile durante le immersioni.
Il fondello riporta incisa, oltre alla referenza del segnatempo, la profondità per il quale esso è stato testato (15 atmosfere) ed un disegno raffigurante un volatile.
La lunetta girevole in bachelite perfettamente intatta nonostante oltre il mezzo secolo di vita. La lunetta, a differenza di altre lunette per diver, può esser ruotata in entrambe le direzioni.
Lo stato dei lubrificanti lascia pochi dubbi sulla necessistà di revisionare il meccanismo.
I denti della ruota corona e del rocchetto di carica sono piuttosto usurati ma ancora funzionanti.
Come purtroppo spesso accade in questo genere di movimenti, molte viti sono rovinate da "cacciavitate" scappate nel corso di vecchie riparazioni.
I ruotismi del modulo automatico appaiono in discreto stato e svolgono egregiamente la loro funzione. Il perno della massa oscillante invece è risultato eccessivamente usurato ed è stata obbligata la sostituzione dello stesso.
Il ponte del bilanciere è costruito in maniera tale da fornire la possibilità di regolazione sia della marcia sia del beat error.
Rimosso il bilanciere si inizia l'ispezione dei giochi dell'ancora e della ruota scappamento con i componenti ancora in sede.
Il treno del tempo non scorreva con fluidità e la causa di questo malfunzionamento non risulterà difficile da comprendere.
Prima di rimuovere l'intero treno del tempo si capovolge il movimento e si controlla il funzionamento del datario. I componenti appaiono usurati ma nel complesso il "modulo data" svolge correttamente la funzione.
Si termina lo smontaggio rimuovendo i componenti rimasti in sede per poi procedere al lavaggio dell'intero meccanismo. Come da routine, prima di mettere il tutto nella lavatrice per orologi, si rimonta il ponte del bilanciere e si rimuovono le due contropietre presenti sullo stesso.
Il primo evidente problema che è stato riscontrato nel treno di ruote è sicuramente attribuibile al perno della ruota mediana completamente usurato. Difficile credere che un orologio possa funzionare in tale stato ma, il segnatempo, è stato consegnato dal cliente assolutamente marciante (seppur con risultati cronometrici piuttosto scadenti). Fortunatamente la fornitura di questo specifico movimento non è di difficile reperibilità e nella "scorta" del laboratorio è stato possibile recuperare tutti i ricambi necessari per la riparazione. Nella terza foto si apprezza la differenza tra il vecchio perno usurato ed il perno della nuova ruota mediana.
Il secondo problema maggiore era causato dal mal posizionamento del trizio sulla sfera delle ore che negli anni ha danneggiato l'estetica del quadrante; nella prima immagine appare evidente che una piccola sporgenza posta sotto la lancetta tocchi sul quadrante. L'operazione è piuttosto delicata poichè la rimozione del trizio in eccesso comporta il rischio di asportare una porzione maggiore di materiale luminescente compromettendo l'estetica finale della sfera.
Una volta terminata la riparazione ed eseguite le sostituzioni di alcuni componenti eccessivamente usurati (rotore di carica, molla del barile e rocchetto di carica) l'orologio è stato lubrificato e riassemblato nuovamente. La marcia risulta buona e la tenuta di carica più che accettabile. Nel complesso, il segnatempo, nonostante qualche difetto dovuto all'oltre mezzo secolo di vita, resta un oggetto ancora oggi versatile ed affascinante.